PIZZICARMS


Colette Kitoga Habanawema ha compiuto i suoi studi alla facoltà di medicina e chirurgia dell'Università Cattolica dove si è laureata nel 1983. Dopo un periodo di specializzazione a GinevraHa dove ha compiuto inoltre studi di bioetica, psicoterapia e medicina tropicale. Nel momento in cui ha dovuto interrogarsi sul suo futuro, a Colette è sembrato inutile fermarsi a lavorare in Europa, dove i medici sono numerosi, mentre il suo paese, il Congo aveva bisogno di tutto.
"Quando nel 1988 sono rientrata in Congo dopo l'università, nella mia zona i medici erano pochissimi, e non esistevano medici donne. Così al mio arrivo c'è stata una rivoluzione delle donne che non volevano più essere toccate dagli uomini. Sebbene la ginecologia non mi piacesse, sono stata costretta a praticarla per quasi dieci anni, insieme alla pediatria. Sono stati anni molto duri, perché le donne delle campagne si presentavano da noi solo in condizioni disperate, quando il parto in casa era impossibile, e quindi venivano praticamente a morire. Così mi ritrovavo da sola con i neonati. Li facevo allattare dalle altre mamme, a volte venti, trenta mamme per un solo bambino, cosa che allora era possibile perché non c'era l'Aids. Ma quei bambini occupavano dei letti senza pagarli, e così dopo poco ho avuto l'ordine dal medico provinciale di mandarli via. Nella mia testa pensavo che li avrei potuti rimandare a casa dopo lo svezzamento, ma con grande amarezza li ho dovuti lasciare andare, e solo pochissimi sono sopravvissuti."
Nel 1995 ebbe l'idea di fondare il Centro Mater Misericordiae per bambini da 0 a 3 anni. Attualmente il centro segue ragazzi, orfani, ex bambini soldato, ragazzi sfruttati nelle attività estrattive in miniera (oro e coltan sono le principali ricchezze della regione e la causa principale della guerra che la affligge), e testimoni pericolosi delle stragi e dei massacri. Essi hanno bisogno di tutto: cure mediche, cibo, vestiario e – soprattutto – assistenza psicologica. Alcuni di loro sono ospitati direttamente nella piccola struttura di Bukavu, sede del centro, mentre molti altri vengono affidati a delle famiglie, alle quali, in cambio, viene garantita l'assistenza sanitaria gratuita. "L'accoglienza, per loro, è un gesto quasi eroico dato che in media una famiglia a Bukavu ha tra i 5 e i sei figli".
Nell'ambulatorio vengono assistite anche donne e ragazze stuprate e sottoposte a violenze di ogni tipo. Un vero e proprio repertorio degli orrori, di cui le donne sono le prime vittime. "Quando ci siamo accorti che non riuscivamo a seguire i bisognosi lontani dai centri abitati, ci siamo decisi ad aprire altri due centri più facilmente raggiungibili dalle zone rurali.Ora il centro è dislocato in tre sedi (Bukawu, Uvira verso la frontiera col Burundi e Kamituga, una zona rurale), accoglie in totale 2800 bambini, tra orfani ed ex bambini soldato, e donne vittime dello stupro.
Il 3 Febbraio 2006 ha ricevuto il Premio internazionale Unicef per le sue attività in supporto dei bambini in Congo .