Come nasce Pizzicarms?
La storia è un po’ singolare!
Tutto nasce in una fredda sera di un giovedì di marzo 2006 nell’ambito di una serata organizzata dal Laboratorio di Danze Popolari presso il CSOA EX SNIA VISCOSA a Roma.
Mentre ero intento a suonare il tamburello per una bella pizzica-pizzica (musica e danza popolare salentina), il caro amico Fausto Tufo mi dà dei colpetti sulla spalla per richiamare la mia attenzione e presentarmi un nuovo amico.
Primi colpetti sulla spalla... “A’ Davide, a’ Davide! Ti presento un amico: Giuseppe!”. Ed io, un po’ scocciato per l’intrusione in un mio momento pseudo-catartico musicale, gli dico: “Ciao, molto lieto! Scusatemi, ma… non posso smettere di suonare!”.
Col suo solito fare, da tipica persona solare che è, il mitico Fausto insiste con i colpetti alla spalla sinistra: “A’ Davide, a’ Davide! Lui è giornalista della RAI”. Ed io… sempre più perplesso dell’insistenza… rispondo: “Ah, bene! Mi fa piacere, ma ora, scusate, non posso fermarmi”.
Non passano due secondi che… riecco Fausto col suo sorriso e la sua determinazione: “A’ Davide, a’ Davideeeee!”… ed io: “Oh, Faustooo! Che c’è???”. E lui: “Sappi che Giuseppe è stato spesso anche in Africa!!!”. Ed è in quella circostanza che io… assicurandomi che la ronda di danza non si interrompesse… smetto di suonare… guardo in faccia Giuseppe e Fausto ed esclamo: “Whuao! Molto interessante! Davvero! Ho solo un problema ora: essendo uno degli organizzatori di questo laboratorio, non posso permettermi di non suonare in questo momento in cui si è creata una bella ronda di pizzica-pizzica. Vi dispiace se ne riparliamo dopo questa bella suonata? Mi piacerebbe conoscerti meglio, Giuseppe! Grazie Fausto!”. E Giuseppe replica: “Assolutamente no! Ti aspettiamo!”.
A conclusione della bellissima ronda, finalmente riesco ad avvicinarmi a Fausto e a Giuseppe e a chiacchierare con loro senza interruzioni.
Ci ripresentiamo per bene e, con grande piacere, scopro che Giuseppe, oltre ad essere giornalista di RAI International e in diverse occasioni inviato di guerra, ha una grande passione per il continente nero. Iniziamo a “confrontarci”, molto velocemente e sommariamente, sulle nostre esperienze in tema di giustizia e pace nel sociale e, soprattutto nel suo caso, di impegni concreti a realizzare micro nobili progetti di sviluppo in Africa.
La conoscenza di Giuseppe Carrisi, se pur sommaria, mi colpisce non poco… Decidiamo, pertanto, di rimandare il nostro stimolante confronto in un contesto migliore per poter seriamente parlare e conoscerci meglio.
Trascorre una decina di giorni e, grazie ad una grande rete di amici/conoscenti iscritti al Puglia Club Roma, riusciamo a formare un gruppo di una ventina di amici, desiderosi di incontrare Giuseppe a casa di Gabriella per saperne di più sulle sue esperienze vissute, soprattutto, in Africa.
Non vorrei tediarvi tanto con un racconto minuzioso nei particolari, anche perché sicuramente non sarebbe esaustivo, ma è fondamentale ricordare/sottolineare quanto Giuseppe, quella sera, si sofferma a parlarci del dramma dei bambini soldato e del problema delle scarsissime risorse idriche di acqua nel continente nero.
Lui ci invita a muoverci… a fare qualcosa… ad impegnarci nel nostro piccolo… a favore di questi nostri piccoli fratelli che, purtroppo, hanno avuto la sfortuna di essere nati in una placenta non italiana (o occidentale) e che, in aggiunta, sono vittime e protagonisti forzati di guerre di cui non sanno nemmeno i motivi.
Giuseppe ci mostra foto e filmati a corredo della sua testimonianza… e non riusciamo assolutamente, pur cinicamente desiderando, ad essere distaccati da simili visioni. Tutti veniamo contagiati e, sgomenti, chiediamo a Giuseppe cosa possiamo fare per questi nostri piccoli fratelli.
È in tale circostanza che Giuseppe ci racconta che, a seguito del suo viaggio in Sierra Leone nel 1999, anno in cui il paese viveva una ferocissima guerra civile, è riuscito a portare avanti e a realizzare dei nobili progetti di solidarietà allo sviluppo, collaborando con la ONG Coopi di Milano e sensibilizzando l’opinione pubblica sul delicato dramma dei bambini soldato. Grazie alla solidarietà dei benefattori, è riuscito a realizzare dal 2001 al 2003 pozzi di acqua nel nord dell’Uganda e ad attrezzare nella stessa regione un’infermeria, già fatiscente a causa delle guerriglie esistenti fra l’esercito ugandese e i ribelli del Lord's Resistance Army (LRA).
È stata in tale circostanza che mi è venuta in mente l’idea di proporre a Giuseppe un mio frequente “sogno nel cassetto”, irrealizzato nell’ambito del suddetto Laboratorio di Danze Popolari: Pizzicarms!
Pensavo che qualcosa di concreto ed immediato, attraverso Pizzicarms, si potesse realizzare!
Ma… in cosa consisteva tale “sogno nel cassetto”?
Premetto che, in quel periodo, stava per concludersi la sfidante campagna internazionale ControlArms, lanciata da Amnesty International, IANSA (International Action Network on Small Arms) e Oxfam allo scopo di chiedere ai governi del mondo l’adozione di un Trattato internazionale sul commercio delle armi (ATT), destinato a impedire i trasferimenti di armi che alimentano conflitti, povertà e gravi violazioni dei diritti umani.
Il Punto Pace di Roma (di cui sono membro) di Pax Christi Italia, inoltre, in collaborazione con la Rete Lilliput e la Rete Italiana per il Disarmo, era ed è parte attiva nell’organizzazione di eventi a sostegno della campagna ControlArms.
Una sera a cena e prima di conoscere Giuseppe Carrisi, a conclusione di uno dei tanti incontri del Punto Pace, parlando della mia passione per la pizzica-pizzica e delle attività che portavo avanti nel Laboratorio di Danze Popolari, l’amico Riccardo Troisi (attuale coordinatore del Punto Pace, nonché referente nazionale della Rete Italiana per il Disarmo) mi propose: “Ma perché non fare un concerto di pizzica a sostegno della campagna ControlArms?”. E, dopo un po’, aggiunse: “Lo chiamiamo Pizzicarms!”. Tutti quanti sorridemmo per la proposta singolare che gli venne in mente, ma, nello stesso tempo, mi sembrò subito un’ottima idea da realizzare!
Ho provato più volte a proporla ai miei collaboratori del suddetto Laboratorio, ma notavo che non c’era forte interesse a portare avanti una simile iniziativa… Nonostante avvertivo grande rammarico, io non mi scoraggiavo ed andavo avanti ugualmente, sperando che il “sogno nel cassetto” prima o poi si potesse realizzare.
Un pomeriggio, aiutato anche dall’amico Angelo Marotta, riuscii a stilare il logo, confidando a me stesso che prima o poi l’evento sarebbe stato realizzato. Il logo, come si vede, rappresenta il potere misterioso e magico (come "misterioso" e "magico" è stato il fenomeno del tarantismo) della tarantola che, intrappolando nella sua ragnatela la sua preda (il fucile), riesce a pizzicarla e a neutralizzarla!
La tarantola rappresenta la forza dei sani ed autentici valori di giustizia e pace nel mondo, mentre la ragnatela, invece, la rete di persone, gruppi e associazioni che credono che la costruzione di un altro mondo migliore e senza armi sia possibile. La scritta "pizzicarms", infine, rifacendosi a quella della campagna "ControlArms", rappresenta la pizzica-pizzica contro le armi a sostengno della stessa campagna pacifista internazionale.
Il confronto continuo, in quei giorni, con il neo-amico Giuseppe aveva risvegliato impetuosamente in me il desiderio di realizzare tale “sogno nel cassetto”. Esposi a Giuseppe la mia idea e subito, con grande entusiasmo che sempre lo contraddistingue, fu accettata.
Eravamo ad aprile 2006 e… nel giro di un mese, grazie all’aiuto degli amici del Punto Pace di Roma, di ControlArms, della Rete Disarmo Italiana, di Coopi e della Bottega del Mondo "Tuttaunaltrastoria", riuscimmo ad organizzare per il 24 maggio 2006 a Roma un grande concerto di solidarietà e sensibilizzazione, intitolato proprio Pizzicarms.
Una delle sere prima del 24 maggio, in cui ci si incontrava con tutti gli altri collaboratori per fare il punto della situazione sull’organizzazione dell’evento, ricordo molto bene un intervento di Giuseppe Carrisi: “Vi informo che Pizzicarms non sarà solo un concerto, ma sarà anche un’associzione!”.
Io (come credo gli altri partecipanti alla riunione)… nel sentire tale affermazione… ero un po’ fra l’imbarazzo, lo stupore e lo scetticismo, perché pensavo che, solo l’organizzazione di un simile evento aveva comportato una enorme fatica, che ancora non si era conclusa… figuriamoci cosa poteva o potesse comportare l’impegno per fondare e mantenere in vita un’associazione!!
Bene, carissimi lettori, dopo due anni e mezzo da quella sera, posso affermare, con grande umiltà, riconoscimento e gioia, che Giuseppe Carrisi aveva visto bene: Pizzicarms è diventata finalmente un’Associazione!
Nell’autunno del 2008, difatti, io e Giuseppe abbiamo incontrato diversi amici che abbiamo conosciuto nel corso delle varie iniziative di informazione sul tema dei bambini-soldato, a cui abbiamo esposto il desiderio di creare una onlus dedicata, fra l'altro, alla raccolta fondi per recuperare i bambini-soldato e alla sensibilizzazione su questa tematica.
Da questi incontri, è nato il gruppo dei soci fondatori di Pizzicarms:
Spero di cuore, così come lo sperano tutti gli amici soci fondatori, che Pizzicarms cresca sempre più diventando un punto di riferimento nel tortuoso cammino della Giustizia e della Pace nel mondo!
Davide Vinci
E la storia continua:
30 novembre 2011: Eletto il nuovo Consiglio Direttivo